lunedì, novembre 07, 2005

Da indiscreto

Quando le cose cose sono s critte bene da altri meglio lasciar parlare loro e darne merito

La verità è che la prima trasmissione in chiaro sugli highlights del campionato era in crisi da anni, tanto che gli ascolti di Paola Ferrari-Tosatti erano già da minimo storico. La botta decisiva, proprio nell'anno Mediaset, è arrivata dal digitale terrestre: quale appassionato di calcio è messo finanziariamente così male da non poter pagare 5 euro per la partita della sua squadra preferita più gli highlights di tutta la serie A (compresi quelli dell'altra piattaforma)? Insomma, gli appassionati veri a quell'ora hanno visto tutto quello che gli interessa di più, e quelli tiepidi non sono abbastanza per raggiungere le cifre del Novantesimo dei tempi di Marcello Giannini e Ferruccio Gard. In quella fascia c'è quindi un pubblico sempre più misto, che magari non odia il calcio ma al quale bisogna proporre qualcosa di diverso da una sfilza di gol e di faccioni, perchè il marito possa vedere qualche immagine di gioco evitando che la moglie cambi canale su Baudo. Il pubblico 'puro' del calcio è sempre quello: essendo aumentati i mezzi di fruizione del prodotto non occorre essere degli scienziati per intuire che i grandi numeri in una tivù in chiaro vanno fatti con qualcosa di diverso dal semplice 'Ecco a voi il servizio su Treviso-Empoli'. In questo senso l'operazione Bonolis-calcio, fortemente voluta da Berlusconi junior, è stata giusta: ad essere sbagliato è stato tutto il resto. Compreso il fatto di mettere in bocca al conduttore cose che pensano l'azienda e lo stesso Berlusconi...

Cyrnano nano copione

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